Responsabilità medica

Si parla di responsabilità medica per sottolineare che, alla responsabilità del professionista si aggiunge quella della struttura sanitaria (pubblica o privata che sia) presso la quale il medico presta la propria attività.

La malasanità è un punto dolente della società attuale e sappiamo quanto un errore medico incida sulla vita delle persone e sulle proprie finanze.

Posto che il bene della salute è tutelato dalla Costituzione Italiana quale diritto fondamentale del cittadino.

Responsabilità della struttura sanitaria

L’accettazione del paziente in una struttura sanitaria (pubblica del Servizio Sanitario Nazionale o clinica privata), comporta che venga attivato un contratto atipico di spedalità, che ha per oggetto non solo le cure mediche e chirurgiche, generali e specialistiche, ma anche ogni altro obbligo relativo alle prestazioni di diagnosi e di cura, come apprestare personale medico ausiliario e personale paramedico, i medicinali e tutte le attrezzature necessarie. Da ciò deriva una responsabilità dell'Ente, qualora la struttura sanitaria risulti inadempiente.

I casi di malasanità dipendono spesso da una inadeguata organizzazione delle strutture ospedaliere. Da questo derivano:

  • Lunghissime liste d’attesa;
  • Permanenze interminabili in pronto soccorso senza assistenza;
  • Il precipitare di situazioni ordinarie in irrecuperabili patologie.

La disorganizzazione delle strutture ospedaliere non può ricadere sulla pelle del cittadino.

I casi di malasanità dipendono inoltre da errata prestazione medica. Migliaia di persone subiscono danni gravi e perdono la vita a causa di errori medici.

I casi più frequenti si verificano in:

Ostetricia e Ginecologia - Neurochirurgia - Anestesia - Oncologia - Ortopedia - Chirurgia

Riguardano: ritardata diagnosi - errato dosaggio dei farmaci - infezioni contratte in strutture ospedaliere - errore in sala parto e gravi danni al neonato - errata diagnosi prenatale - intervento chirurgico errato - errore dell’anestesista.

Questa la casistica più importante in percentuali che negli ultimi anni hanno registrato sensibili incrementi. A tale riguardo è interessante riflettere sui dati forniti con allarme dalle Compagnie di Assicurazione degli Enti Sanitari preoccupate per gli importi da destinare al Risarcimento Danni.

Responsabilità da errore medico

La qualifica professionale del medico si traduce in un obbligo di comportamento nei confronti di chi, entrando in contatto con il sanitario, ripone il proprio affidamento sulla sua professionalità.

La responsabilità professionale richiesta al medico, confluisce in tre obblighi fondamentali cui il medico si deve attenere:

  • Obbligo di cura: è l’attenzione che il medico deve impiegare nell’esecuzione della prestazione prendendo le iniziative necessarie e verificando le proprie capacità e i propri mezzi nell’eseguire la prestazione. La violazione di tale obbligo comporta il sorgere della colpa per negligenza.
  • Obbligo della prudenza: è l’osservanza delle misure di cautela idonee ad evitare che sia impedito il soddisfacimento dell’obbligo e degli interessi dell’utente. La violazione di tale obbligo comporta il sorgere della colpa per imprudenza.
  • Obbligo della perizia: è l’impiego di adeguate nozioni e strumenti tecnici. In senso soggettivo indica l’abilità e la preparazione tecnica del soggetto obbligato. In caso di sua violazione vi è responsabilità per imperizia.

La diligenza quindi richiede il rispetto di tutte le regole e accorgimenti che nel loro insieme costituiscono la diligenza totale della professione medica.

Si può quindi dire che il Medico risponde per colpa, ogni volta che non si sia attenuto alle generali regole di: cura, prudenza e perizia.

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