ERRORE MEDICO: COME SI PROVA E CHI HA DIRITTO AD UN RISARCIMENTO?

Si ha errore medico quando si ravvisa nell’operato del professionista un iter ben chiaro che consiste nel danno - colpa medica - nesso di causalità. Ma in cosa consistono queste 3 voci?

Danno: Affinché un danno biologico (inteso come lesione fisica o psichica del soggetto) venga risarcito, deve esserci prova di un fatto illecitamente compiuto dal medico e nel contempo la violazione al diritto di salute. Per danno si intende la lesione o il peggioramento delle condizioni di salute del paziente, che può avere carattere permanente (permanente nel tempo) o carattere temporaneo (nel caso in
cui vi sia nel tempo una completa risoluzione) o si configuri un decesso.

Colpa medica: La colpa medica viene valutata sulla base di tre criteri principali:

Imperizia: ossia mancanza di competenze tecniche o conoscenze necessarie per
svolgere l’attività medica. 

Imprudenza: comportamento avventato o non conforme alla diligenza professionale.

Negligenza: mancanza di attenzione o trascuratezza nello svolgimento dei doveri
medici.

Nesso di causalità: rappresenta il legame che deve sussistere tra la condotta del medico e il danno subito dal paziente. Il danno del paziente deve essere una conseguenza immediata e diretta dell’inadempimento del medico.

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